• Arte contemporanea

    Gratuita

    Personale

    Fotografia

    Arte moderna

    Documentaria

    Scultura

    Collettiva

    Installazioni

    Video

    Disegni

    Pittura

    Architettura

    Didattica

    Design

    Musica

    Bambini

    Performance

    Conferenza

    Archeologia

    Storia

    Natura

    Incontri

    Multimediale

    Laboratori

    Dipinti

    Cinema

    Scienza

    Giappone

    Moda

    Arte medievale

    Donna

    Visite guidate

    Narrativa

    Workshop

    Ceramica

    Oriente

    Arte

    Fumetti

    Teatro

    Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna in corso  

    Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna

    Dal al a Bologna

    È il più grande rettile fossile mai trovato in Italia e dal 18 ottobre 2015, grazie a un accordo tra Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna e Alma Mater Studiorum, sarà esposto in via definitiva nel Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna, diretto dal Prof. Gian Battista Vai.
    A pochi anni della scoperta casuale di questo reperto eccezionale in una cava di Novafeltria, il team di ricercatori dell'Università di Bologna è riuscito a dargli un nome e un'età: si tratta del fossile di un mosasaurus risalente alla fine del periodo Cretaceo, dunque all'incirca a 75 milioni di anni fa.
    Il cranio del Mosasaurus sarà esposto in via definitiva nella grande sala del Diplodocus. Per l’occasione il reperto sarà collocato su un'apposita piattaforma con illuminazione dedicata, base rotante e pannellistica per garantirne la fruizione da tutti i visitatori.
    La data del 18 ottobre è stata scelta perché coincide con la giornata d’apertura della ‘Settimana del Pianeta Terra’, iniziativa a cui il Museo Capellini partecipa da anni con numerosi eventi destinati al grande pubblico.
     
    Il mosasauro di cui è stato rinvenuta una porzione di cranio a Novafeltria era un animale gigantesco: lungo dalla punta del muso alla fine della coda più di 11 metri e con una testa lunga un metro e mezzo. È il più grande rettile fossile rinvenuto in Italia.
    Ciò che cattura l’attenzione sono i denti possenti, lunghi fino a 10 centimetri: quelli del mosasauro di Novafeltria mostrano i segni di usura tipici dei grandi predatori e confermano che questo animale era in grado con il suo morso di provocare profonde ferite e frantumare le ossa delle sue prede.

    Per giungere all'identificazione del rettile, il team composto da Federico Fanti, Andrea Cau e Alessandra Negri, ha unito le diverse competenze per capire sia la successione sedimentaria da cui è stato estratto il reperto, sia di che animale si trattasse.
    Lo studio dei microfossili contenuti nelle rocce ha permesso ad Alessandra Negri di datare il fossile mentre le analisi di Federico Fanti ed Andrea Cau hanno identificato il reperto come la parte anteriore del cranio di un grosso rettile, per la precisione un mosasauro.
    I mosasauri erano grandi rettili marini, lontani parenti dei serpenti e delle lucertole, comparsi 100 milioni di anni fa ed estinti –assieme ai dinosauri– 65 milioni di anni fa. I mosasauri erano “tornati” a vivere in mare, adattando il loro corpo all'ambiente acquatico. Per molti aspetti, il loro stile di vita ricorda quello delle balene e delle orche, e come queste ultime erano feroci predatori armati di denti molto robusti. Dopo i dinosauri, i mosasauri sono i più grandi rettili vissuti sulla Terra, con alcune specie lunghe una dozzina di metri e pesanti fino a 10 tonnellate.
     
    In Italia i resti di mosasauro sono relativamente pochi, rinvenuti per lo più in Veneto.
    Il merito della scoperta di Novafeltria va a Paolo Giordani che alla fine del 2010 si imbatté, in una cava in località Secchiano, in un grande blocco da cui spuntavano imponenti denti fossilizzati.
    Dopo una prima segnalazione al geologo Loris Bagli e a Maria Luisa Stoppioni, del Museo della Regina di Cattolica, il reperto è stato consegnato alla Soprintendenza Archeologia dell' Emilia-Romagna, competente per la tutela,  che a sua volta lo ha affidato ai ricercatori del Dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali dell'Alma Mater di Bologna, Federico Fanti, Andrea Cau e Alessandra Negri che hanno anche curato la pubblicazione scientifica di questo ritrovamento nella rivista Cretaceous Research.



    Tags

  • Archeologia

  • Recensioni su questo evento

    Potrebbe interessarti anche

    in corso

    L'Ara com'era: un racconto in realtà aumentata del…

    Museo dell'Ara Pacis a Roma

    Un racconto multimediale, storia e tecnologia in una visita immersiva…

    in corso

    Civitalba. Un tempio per la vittoria

    Museo Archeologico Nazionale delle Marche a Ancona

    Il tempio di Civitalba sorgeva su un colle che sovrastava la piana di…

  • Dove si svolge?

  • Informazioni utili

    Luogo: Museo Geologico Giovanni Capellini, Bologna

    Indirizzo: Via Zamboni, 63, 40126 Bologna BO, Italia

    Telefono: 051 209 4555

    Visita il sito web >>

  • Aiutaci a Crescere!