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    Andreco. Adaptation concluso  

    Andreco. Adaptation

    Dal al a Roma

    Il 13 ottobre 2018 la Galleria Varsi presenta “Adaptation”, mostra personale di Andreco, artista visivo trasversale e dottore di ricerca in ingegneria ambientale specializzato nella progettazione sostenibile in diverse condizioni climatiche.

    La ricerca scientifica di Andreco incontra quella artistica con lo scopo di creare una riflessione trans-disciplinare sul rapporto tra esseri umani e natura e tra spazio naturale e costruito. In particolare Andreco si occupa degli impatti antropici e indaga le possibilità delle piante nel ripristino ambientale e nella fitodepurazione delle acque, affascinato dalle capacità di risanamento degli organismi vegetali.

    Nei lavori di Andreco arte e scienza si affiancano complici e consolidano gli intenti. La realtà scientifica, sempre fonte delle sue opere, raccontata attraverso l’arte diviene accessibile e partecipata, porta la riflessione a un livello sensibile e al contempo astratto. I dati oggettivi sono elaborati in simboli, immagini ideali che veicolano e sintetizzano con poche linee la complessità dei processi chimico-fisici della natura e li omaggiano. 

    Da un punto di vista concettuale e filosofico il lavoro di Andreco compie uno spostamento della prospettiva antropocentrica in ecocentrica.

    Il linguaggio artistico di Andreco si caratterizza per una forte libertà espressiva. Fin dall’inizio l’artista sceglie di esternare la sua ricerca attraverso media differenti: il disegno, la pittura, la scultura, la performance (vicina al rito e al teatro), privilegiando come luogo di espressione lo spazio pubblico e la natura. Il dibattito è un altro strumento essenziale per Andreco, da diversi anni impegnato nella promozione di conferenze interdisciplinari sulle tecniche di bio-fito-risanamento. Nello specifico, “la parola”, declamata o scritta in monologhi e slogan da lui elaborati, o citata, assume una forza centrale nelle sue opere, vere proprie azioni, reazioni alla crisi ambientale attuale e proposta di una soluzione concreta e sostenibile: “ le piante stanno agli ecosistemi come i rivoluzionari stanno alla società ” (Andreco).

    Adaptation” porta all’attenzione dello spettatore i mutamenti prodotti dai processi d’interazione uomo - ambiente, dove il primo è divenuto il principale agente di trasformazione degli equilibri del secondo, da qui il termine “Antropocene”, coniato dal biologo Eugene F. Stoemer per indicare l’era geologica attuale. Tra le conseguenze più evidenti dell’azione umana sull’ecosistema oggi constatiamo: l’aumento delle temperature, l’innalzamento dei mari, l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, la diminuzione della biodiversità, fenomeni gravosi in crescita costante.  

    In mostra Andreco indaga il cambio di prospettiva che si è configurato nella gestione degli effetti di tale impatto. Se in un primo momento gli sforzi tecnico-scientifici e le politiche erano incentrati su come “evitare” la catastrofe”, oggi (siamo dentro la catastrofe) le menti sono impegnate a elaborare strategie di adattamento e focalizzano l’attenzione sulla “resilienza”, termine applicato in diverse discipline che designa la capacità di reagire di fronte a un trauma, di “autoripararsi” e ancora di adattarsi a un contesto avverso. Tali proprietà sono insite nelle piante, le quali si distinguono per la loro tollerabilità nei confronti delle ostilità e per la loro capacità di rigenerarsi dopo un danno subito. Essendo specie sessili, incapaci di muoversi, le piante “reagiscono” ai fattori sfavorevoli, resistono per sopravvivere. Altra caratteristica sorprendente di alcuni organismi vegetali è la capacità depurativa per la bonifica dell’aria, del suolo e dell’acqua contaminata. Tra le specie impiegate nelle fitotecnologie: la canapa sativa, il pioppo ibrido, l’amaranto, il vetiver, il girasole selvatico, le felci, il tiglio, che sono in grado di assorbire, estrarre o filtrare i contaminanti tossici e di stimolare processi di traspirazione e degradazione, la Cannuccia di Palude, la Typha latifolia, il Carex riparia, il Giunco, la Thalia dealbata, il Giglio d’acqua, l’Areca, la Rhapis excelsa, la Chamaedorea, la Dracaena e moltissime altre ancora.

    Adaptation” è un atto di consapevolezza, un omaggio alla resistenza e alla complessità biologica. Andreco ci esorta a riprendere contatto con noi stessi, a ripensare noi stessi come un tutto e ad averne cura, come unica via per la sopravvivenza.
    Nel 2011 Andreco a New York espone per la prima volta una sua opera, si tratta di “Green Man”, una scultura antropomorfa ricoperta di piante depurative, “un uomo di piante che depura l’aria inquinata dall’uomo in carne ed ossa” afferma Andreco con spirito critico. L’uomo non si vede, non è presente nelle opere di Andreco, anche in galleria non c’è. Conchiglie, minerali, piante, coralli, occupano le pareti, eppure c’è sempre stato.

    Apertura Mostra: Sabato 13 Ottobre dalle ore 18.30 alle 21.30 Il 13 ottobre 2018 la Galleria Varsi presenta “Adaptation”, mostra personale di Andreco, artista visivo trasversale e dottore di ricerca in ingegneria ambientale specializzato nella progettazione sostenibile in diverse condizioni climatiche.

    La ricerca scientifica di Andreco incontra quella artistica con lo scopo di creare una riflessione trans-disciplinare sul rapporto tra esseri umani e natura e tra spazio naturale e costruito. In particolare Andreco si occupa degli impatti antropici e indaga le possibilità delle piante nel ripristino ambientale e nella fitodepurazione delle acque, affascinato dalle capacità di risanamento degli organismi vegetali.

    Nei lavori di Andreco arte e scienza si affiancano complici e consolidano gli intenti. La realtà scientifica, sempre fonte delle sue opere, raccontata attraverso l’arte diviene accessibile e partecipata, porta la riflessione a un livello sensibile e al contempo astratto. I dati oggettivi sono elaborati in simboli, immagini ideali che veicolano e sintetizzano con poche linee la complessità dei processi chimico-fisici della natura e li omaggiano. 

    Da un punto di vista concettuale e filosofico il lavoro di Andreco compie uno spostamento della prospettiva antropocentrica in ecocentrica.

    Il linguaggio artistico di Andreco si caratterizza per una forte libertà espressiva. Fin dall’inizio l’artista sceglie di esternare la sua ricerca attraverso media differenti: il disegno, la pittura, la scultura, la performance (vicina al rito e al teatro), privilegiando come luogo di espressione lo spazio pubblico e la natura. Il dibattito è un altro strumento essenziale per Andreco, da diversi anni impegnato nella promozione di conferenze interdisciplinari sulle tecniche di bio-fito-risanamento. Nello specifico, “la parola”, declamata o scritta in monologhi e slogan da lui elaborati, o citata, assume una forza centrale nelle sue opere, vere proprie azioni, reazioni alla crisi ambientale attuale e proposta di una soluzione concreta e sostenibile: “ le piante stanno agli ecosistemi come i rivoluzionari stanno alla società ” (Andreco).

    Adaptation” porta all’attenzione dello spettatore i mutamenti prodotti dai processi d’interazione uomo - ambiente, dove il primo è divenuto il principale agente di trasformazione degli equilibri del secondo, da qui il termine “Antropocene”, coniato dal biologo Eugene F. Stoemer per indicare l’era geologica attuale. Tra le conseguenze più evidenti dell’azione umana sull’ecosistema oggi constatiamo: l’aumento delle temperature, l’innalzamento dei mari, l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, la diminuzione della biodiversità, fenomeni gravosi in crescita costante.  

    In mostra Andreco indaga il cambio di prospettiva che si è configurato nella gestione degli effetti di tale impatto. Se in un primo momento gli sforzi tecnico-scientifici e le politiche erano incentrati su come “evitare” la catastrofe”, oggi (siamo dentro la catastrofe) le menti sono impegnate a elaborare strategie di adattamento e focalizzano l’attenzione sulla “resilienza”, termine applicato in diverse discipline che designa la capacità di reagire di fronte a un trauma, di “autoripararsi” e ancora di adattarsi a un contesto avverso. Tali proprietà sono insite nelle piante, le quali si distinguono per la loro tollerabilità nei confronti delle ostilità e per la loro capacità di rigenerarsi dopo un danno subito. Essendo specie sessili, incapaci di muoversi, le piante “reagiscono” ai fattori sfavorevoli, resistono per sopravvivere. Altra caratteristica sorprendente di alcuni organismi vegetali è la capacità depurativa per la bonifica dell’aria, del suolo e dell’acqua contaminata. Tra le specie impiegate nelle fitotecnologie: la canapa sativa, il pioppo ibrido, l’amaranto, il vetiver, il girasole selvatico, le felci, il tiglio, che sono in grado di assorbire, estrarre o filtrare i contaminanti tossici e di stimolare processi di traspirazione e degradazione, la Cannuccia di Palude, la Typha latifolia, il Carex riparia, il Giunco, la Thalia dealbata, il Giglio d’acqua, l’Areca, la Rhapis excelsa, la Chamaedorea, la Dracaena e moltissime altre ancora.

    Adaptation” è un atto di consapevolezza, un omaggio alla resistenza e alla complessità biologica. Andreco ci esorta a riprendere contatto con noi stessi, a ripensare noi stessi come un tutto e ad averne cura, come unica via per la sopravvivenza.
    Nel 2011 Andreco a New York espone per la prima volta una sua opera, si tratta di “Green Man”, una scultura antropomorfa ricoperta di piante depurative, “un uomo di piante che depura l’aria inquinata dall’uomo in carne ed ossa” afferma Andreco con spirito critico. L’uomo non si vede, non è presente nelle opere di Andreco, anche in galleria non c’è. Conchiglie, minerali, piante, coralli, occupano le pareti, eppure c’è sempre stato.

    Apertura Mostra: Sabato 13 Ottobre dalle ore 18.30 alle 21.30



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  • Informazioni utili

    Luogo: Galleria Varsi, Roma

    Curatore: Chiara Pietropaoli

    Indirizzo: Via di Grotta Pinta, 38, 00186 Roma RM

  • Prezzo

    GRATUITA

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