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    Walead Beshty. Aggregato in corso  

    Walead Beshty. Aggregato

    Dal al a Napoli

    Le opere di Beshty attingono, sovvertono e ridefiniscono le forme d’arte tradizionali creando un’opera che si esprime tramite l’appropriazione e la giustapposizione di tracce, fasi del lavoro artistico e del vero e propio processo di creazione delle opere d’arte. I suoi lavori sono il risultato dell’intreccio tra l’atto di produzione e la ricezione finale dell’opera, ciò avviene attraverso l’interazione di forma, colore, immagine e significati apparentemente semplici ma concettualmente ricchi.

    Il titolo della mostra mette in evidenza la natura composta delle opere, presentando una selezione di lavori chiave appartenenti all’ultimo decennio di attività dell’artista. Esso riflette inoltre, sia concettualmente che letteralmente, gli elementi che stanno al centro del lavoro di Walead, lavoro che si basa su metodi di combinazione e accumulo, spesso servendosi di metodologie e reimpiegando lavori pre-esistenti (parti, frammenti, residui) per creare nuove opere.

    Alludendo alla location e al suo contesto, Aggregato indaga i vari strati di cui si compone l’opera di Beshty creandone un archivio quasi archeologico e fornendo una nuova chiave di lettura, una storicizazzione e una valutazione del suo lavoro.
    Così come per l’auto-referenzialità delle sue opere, Aggregato è una selezione tra i lavori di Walead: una mostra delle mostre. Esposte in galleria troviamo nuove e pre-esistenti opere tra sculture, foto e collage realizzati dall’artista negli anni di lavoro con la Thomas Dane Gallery, in occasione di biennali, fiere, esposizioni museali e per la galleria stessa. In mostra alcuni dei suoi lavori più rappresentativi come i fotogrammi su larga scala, ‘Copper Surrogates’ , ‘Selected Works’e ‘Fedex Boxes’. Esposte sono anche le ceramiche realizzate presso la Cerámica Suro a Guadalajara (Mexico) con l’impiego di sottoprodotti di scarto. Queste sculture hanno preso parte all’esposizioneAll the World’s Futures presentata dall’artista alla 56°Biennale di Venezia, 2015.

    Esposti sul tavolo nella sala centrale della galleria si trovano i sette volumi Prologue, 2013 tratti dall’opera commissionata per The Curve presso il Barbican Centre di Londra, intitolata A Partial Disassembling of an Invention without a Future: Helter-Skelter and Random Notes in which the Pulleys and Cogwheels are Lying around at Random All over the Workbench.

    I libri ottenuti da quest’opera sono suddivisi nei volumi Prologue e Opus e si compongono di pagine stampate fronte retro documentanti ognuno delle quasi 10.000 stampe in cianotipia e fotogrammi realizzati per l’esposizione e affissi al muro del The Curve. Raffigurando oggetti dello studio personale dell’artista, Prologue crea anche un archivio dello spazio di lavoro di Beshty e un’indicizzazione e riproduzione di tutti gli strumenti e artefatti impiegati per le sue creazioni. Riproducendo 1.230 di questi cinotipi, Prologue, recentemente realizzato, è esposto per la prima volta qui a Napoli.

    Beshty è anche un rinomato scrittore e curatore. Quest’anno ad ottobre sarà riesposta presso la LUMA Foundation di Arles una versione completa della mostra da lui curata Picture Industry: a provisional history of the Technical Image 1844-2018, presentata lo scorso anno presso il CCS Bard Center (NY). La pubblicazione ad essa relativa ed edita da Beshty, propone un approccio  alternativo a questioni inerenti alla rappresentazione fotografica, fungendo da antologia di rilevanti testi storici e teorici.

    Altre personali dell’artista includono Disponibles, Travesîa Cuatro, Guadalajara, Mexico (2015); A Partial Disassembling of an Invention without a Future: Helter-Skelter and Random Notes in which the Pulleys and Cogwheels are Lying around at Random All over the Workbench, The Curve presso il Barbican Centre, London, England (2014); Securities and Exchanges, Ullens Center for Contemporary Art, Beijing, China (2011); A Diagram of Forces, Malmö Konsthall, Sweden / Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid, Spain (2011); e Legibility on Color Backgrounds, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. (2009). I suoi lavori sono stati esposti alla 56° Biennale di Venezia (2015), alla Tate Triennial (2009) e alla Whitney Biennial (2008). Alcune delle mostre curate da Beshty includono Picture Industry, Hessel Museum, Center for Curatorial Studies, Bard College, Annandale-on-Hudson, NY (2017); Picture Industry, LUMA Arles, Arles, France (2016); On the Matter of Abstraction (figs. A & B): Parallel Exhibitions of Post-War Non- Figurative Art from the Collection, with Christopher Bedford, Rose Art Museum, Brandeis University, Waltham, MA (2013); e The Gold Standard, con Bob Nickas, presso il P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island City, NY (2006).

    I lavori di Beshty fanno parte di numerose collezioni permanenti in tutto il mondo: Art Institute of Chicago, Chicago; Hammer Museum, Los Angeles; Guggenheim Museum, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco; Tate, London; Victoria and Albert Museum, London; e Whitney Museum of American Art, New York.

    Tra le sue pubblicazioni più recenti troviamo 33 Texts: 93,614 Words: 581,035 Characters, Selected Writings (2003–2015) (JRP|Ringier, 2016); Industrial Portraits: Volume One, 2008–2012(JRP|Ringier, 2017); Industrial Portraits: Volume Two, 2012–2017 (JRP|Ringier, 2018); e Picture Industry: A Provisional History of the Technical Image (1844–2017) (JRP|Ringier, 2018).

    Per informazioni sull’esposizione contattare Federica Sheehan: federica@thomasdanegallery.com     Le opere di Beshty attingono, sovvertono e ridefiniscono le forme d’arte tradizionali creando un’opera che si esprime tramite l’appropriazione e la giustapposizione di tracce, fasi del lavoro artistico e del vero e propio processo di creazione delle opere d’arte. I suoi lavori sono il risultato dell’intreccio tra l’atto di produzione e la ricezione finale dell’opera, ciò avviene attraverso l’interazione di forma, colore, immagine e significati apparentemente semplici ma concettualmente ricchi.

    Il titolo della mostra mette in evidenza la natura composta delle opere, presentando una selezione di lavori chiave appartenenti all’ultimo decennio di attività dell’artista. Esso riflette inoltre, sia concettualmente che letteralmente, gli elementi che stanno al centro del lavoro di Walead, lavoro che si basa su metodi di combinazione e accumulo, spesso servendosi di metodologie e reimpiegando lavori pre-esistenti (parti, frammenti, residui) per creare nuove opere.

    Alludendo alla location e al suo contesto, Aggregato indaga i vari strati di cui si compone l’opera di Beshty creandone un archivio quasi archeologico e fornendo una nuova chiave di lettura, una storicizazzione e una valutazione del suo lavoro.
    Così come per l’auto-referenzialità delle sue opere, Aggregato è una selezione tra i lavori di Walead: una mostra delle mostre. Esposte in galleria troviamo nuove e pre-esistenti opere tra sculture, foto e collage realizzati dall’artista negli anni di lavoro con la Thomas Dane Gallery, in occasione di biennali, fiere, esposizioni museali e per la galleria stessa. In mostra alcuni dei suoi lavori più rappresentativi come i fotogrammi su larga scala, ‘Copper Surrogates’ , ‘Selected Works’e ‘Fedex Boxes’. Esposte sono anche le ceramiche realizzate presso la Cerámica Suro a Guadalajara (Mexico) con l’impiego di sottoprodotti di scarto. Queste sculture hanno preso parte all’esposizioneAll the World’s Futures presentata dall’artista alla 56°Biennale di Venezia, 2015.

    Esposti sul tavolo nella sala centrale della galleria si trovano i sette volumi Prologue, 2013 tratti dall’opera commissionata per The Curve presso il Barbican Centre di Londra, intitolata A Partial Disassembling of an Invention without a Future: Helter-Skelter and Random Notes in which the Pulleys and Cogwheels are Lying around at Random All over the Workbench.

    I libri ottenuti da quest’opera sono suddivisi nei volumi Prologue e Opus e si compongono di pagine stampate fronte retro documentanti ognuno delle quasi 10.000 stampe in cianotipia e fotogrammi realizzati per l’esposizione e affissi al muro del The Curve. Raffigurando oggetti dello studio personale dell’artista, Prologue crea anche un archivio dello spazio di lavoro di Beshty e un’indicizzazione e riproduzione di tutti gli strumenti e artefatti impiegati per le sue creazioni. Riproducendo 1.230 di questi cinotipi, Prologue, recentemente realizzato, è esposto per la prima volta qui a Napoli.

    Beshty è anche un rinomato scrittore e curatore. Quest’anno ad ottobre sarà riesposta presso la LUMA Foundation di Arles una versione completa della mostra da lui curata Picture Industry: a provisional history of the Technical Image 1844-2018, presentata lo scorso anno presso il CCS Bard Center (NY). La pubblicazione ad essa relativa ed edita da Beshty, propone un approccio  alternativo a questioni inerenti alla rappresentazione fotografica, fungendo da antologia di rilevanti testi storici e teorici.

    Altre personali dell’artista includono Disponibles, Travesîa Cuatro, Guadalajara, Mexico (2015); A Partial Disassembling of an Invention without a Future: Helter-Skelter and Random Notes in which the Pulleys and Cogwheels are Lying around at Random All over the Workbench, The Curve presso il Barbican Centre, London, England (2014); Securities and Exchanges, Ullens Center for Contemporary Art, Beijing, China (2011); A Diagram of Forces, Malmö Konsthall, Sweden / Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid, Spain (2011); e Legibility on Color Backgrounds, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. (2009). I suoi lavori sono stati esposti alla 56° Biennale di Venezia (2015), alla Tate Triennial (2009) e alla Whitney Biennial (2008). Alcune delle mostre curate da Beshty includono Picture Industry, Hessel Museum, Center for Curatorial Studies, Bard College, Annandale-on-Hudson, NY (2017); Picture Industry, LUMA Arles, Arles, France (2016); On the Matter of Abstraction (figs. A & B): Parallel Exhibitions of Post-War Non- Figurative Art from the Collection, with Christopher Bedford, Rose Art Museum, Brandeis University, Waltham, MA (2013); e The Gold Standard, con Bob Nickas, presso il P.S.1 Contemporary Art Center, Long Island City, NY (2006).

    I lavori di Beshty fanno parte di numerose collezioni permanenti in tutto il mondo: Art Institute of Chicago, Chicago; Hammer Museum, Los Angeles; Guggenheim Museum, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco; Tate, London; Victoria and Albert Museum, London; e Whitney Museum of American Art, New York.

    Tra le sue pubblicazioni più recenti troviamo 33 Texts: 93,614 Words: 581,035 Characters, Selected Writings (2003–2015) (JRP|Ringier, 2016); Industrial Portraits: Volume One, 2008–2012(JRP|Ringier, 2017); Industrial Portraits: Volume Two, 2012–2017 (JRP|Ringier, 2018); e Picture Industry: A Provisional History of the Technical Image (1844–2017) (JRP|Ringier, 2018).

    Per informazioni sull’esposizione contattare Federica Sheehan: federica@thomasdanegallery.com    



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  • Informazioni utili

    Luogo: Thomas Dane Gallery, Napoli

    Indirizzo: Via Francesco Crispi, 69, 80122 Napoli NA, Italia

    Telefono: 081 1892 0545

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