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    Italianissima. Un omaggio all'arte italiana del '900. Opere scelte dalla Collezione Alberto Della Ragione del Museo Novecento Firenze concluso  

    Italianissima. Un omaggio all'arte italiana del '900. Opere scelte dalla Collezione Alberto Della Ragione del Museo Novecento Firenze

    Dal al a Salò

    Il MuSa, Museo di Salò, ospita dal 13 aprile al 9 dicembre la mostra Italianissima.” 
    Un appassionante percorso costituito da oltre 80 opere di artisti tra cui Birolli, Campigli, CarràCasorati, de Chirico, de Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marini, Marussig, Migneco, Paresce, Prampolini, Rosai e Scipione.

    Le atmosfere magiche e irreali delle opere in mostra ci conducono in una realtà lontana da qualsiasi nostra esperienza. Un incessante peregrinare oltre l'apparenza delle cose, una silenziosa contemplazione, una paziente e profonda ricerca con la determinata volontà di sovvertire il concetto di arte prima di allora concepito.
     
    Italianissima” è un progetto di Contemplazioni – a cura di Giovanni Lettini, Stefano Morelli e Sara Pallavicini – realizzato in collaborazione con il Museo Novecento di Firenze, una prestigiosa realtà museale ideata del critico Carlo Ludovico Ragghianti in risposta alla catastrofica alluvione che stravolse Firenze nel 1966. “Italianissima”si configura come un cammino à rebours nell’arte italiana del ‘900: protagonista indiscussa è la raccolta di opere donate al Museo Novecento da Alberto della Ragione, mecenate e collezionista che decise di acquistare opere di artisti contemporanei per “non passare ad occhi chiusi tra l’arte del suo tempo, ma di dare all’opera dell’artista vivente il legittimo conforto di una tempestiva comprensione”, per la prima volta in mostra fuori dalla sede fiorentina.

    «Si desidera così raccogliere la medesima sfida – racconta il direttore del MuSa Giordano Bruno Guerri – attraverso questa esposizione che, ripercorrendo i fervori ed i fermenti dell’arte italiana tra le due guerre, vuole farsi attenta riflessione di tutte quelle tappe fondamentali per gli sviluppi dell’arte nazionale e internazionale di questo secolo».

    Ospiti illustri di questa mostra sono i famosi Concetto Spaziale di Lucio Fontana, un Achrome tra i più grandi mai realizzati da Piero Manzoni e un intrigante disegno di Alberto Savinio. Queste opere sono tutte provenienti da collezione privata, quindi non appartenenti alla collezione fiorentina, ma presenti in mostra perché costituiscono esperienze fondamentali per capire il sentimento che ha mosso la ricerca artistica dei protagonisti dell’arte italiana di questi anni.
     
    Il percorso espositivo – coloratissimo e di grande impatto grazie al dialogo con i colori delle opere e ai giochi di tono delle resine, donate al MuSa dallo sponsor Gobbetto, utilizzate per dipingere letteralmente gli ambienti espositivi – è diviso in otto sezioni: “Ora et labora”  dove si affronta la relazione tra lavoro e preghiera; “Il volto santo”, la sezione dedicata ai ritratti e alla nuova estetica;  “Paradisi perduti” per ricordare il ruolo del paesaggio italiano nella vita e nell’anima di tutti noi;  “Sacri riti” nella quale la pratica rituale mette in relazione la sacralità dei rituali comuni come lo sport e il gioco con la solennità dei credo religiosi; “Scenografie urbane” in cui protagoniste sono le nuove architetture di forme e di ambienti dipinti e costruiti con una teatralità che rivela un nuovo concetto di spazio; “Presagi” dove si avverte un nuovo sentimento di preavviso sul determinarsi di eventi futuri, sul loro esito e sulle loro conseguenze; “Natura viva” rivede, invece, il concetto di natura morta e ogni oggetto dipinto diventa presenza viva; e infine “Guardami” un susseguirsi di figure femminili, dipinte, scolpite, sofferte, sognate accompagna verso la fine di un percorso estetico che culmina nella ricerca di una bellezza interiore.
     
    Nell’ultima sezione espositiva, il MuSa, in collaborazione con la Civica Raccolta del Disegno di Salò, mette in mostra una prestigiosa selezione di opere dello stesso ambiente degli artisti in mostra, a cura di Marcello Riccioni. I disegni esposti donano al visitatore una visione intima e naturale dell’artista, svelando quel sentimento di ricerca e spontaneità che spesso si disperde nella complessità dell’opera d’arte finita.
     
    ORARI MOSTRA
    APERTO tutti i giorni dal lunedì alla domenica
    Dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (nei mesi di aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre)
    Dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (nei mesi giugno, luglio, agosto e settembre)
    La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)


    Il MuSa, Museo di Salò, ospita dal 13 aprile al 9 dicembre la mostra Italianissima.” 
    Un appassionante percorso costituito da oltre 80 opere di artisti tra cui Birolli, Campigli, CarràCasorati, de Chirico, de Pisis, Guttuso, Maccari, Mafai, Manzù, Marini, Marussig, Migneco, Paresce, Prampolini, Rosai e Scipione.

    Le atmosfere magiche e irreali delle opere in mostra ci conducono in una realtà lontana da qualsiasi nostra esperienza. Un incessante peregrinare oltre l'apparenza delle cose, una silenziosa contemplazione, una paziente e profonda ricerca con la determinata volontà di sovvertire il concetto di arte prima di allora concepito.
     
    Italianissima” è un progetto di Contemplazioni – a cura di Giovanni Lettini, Stefano Morelli e Sara Pallavicini – realizzato in collaborazione con il Museo Novecento di Firenze, una prestigiosa realtà museale ideata del critico Carlo Ludovico Ragghianti in risposta alla catastrofica alluvione che stravolse Firenze nel 1966. “Italianissima”si configura come un cammino à rebours nell’arte italiana del ‘900: protagonista indiscussa è la raccolta di opere donate al Museo Novecento da Alberto della Ragione, mecenate e collezionista che decise di acquistare opere di artisti contemporanei per “non passare ad occhi chiusi tra l’arte del suo tempo, ma di dare all’opera dell’artista vivente il legittimo conforto di una tempestiva comprensione”, per la prima volta in mostra fuori dalla sede fiorentina.

    «Si desidera così raccogliere la medesima sfida – racconta il direttore del MuSa Giordano Bruno Guerri – attraverso questa esposizione che, ripercorrendo i fervori ed i fermenti dell’arte italiana tra le due guerre, vuole farsi attenta riflessione di tutte quelle tappe fondamentali per gli sviluppi dell’arte nazionale e internazionale di questo secolo».

    Ospiti illustri di questa mostra sono i famosi Concetto Spaziale di Lucio Fontana, un Achrome tra i più grandi mai realizzati da Piero Manzoni e un intrigante disegno di Alberto Savinio. Queste opere sono tutte provenienti da collezione privata, quindi non appartenenti alla collezione fiorentina, ma presenti in mostra perché costituiscono esperienze fondamentali per capire il sentimento che ha mosso la ricerca artistica dei protagonisti dell’arte italiana di questi anni.
     
    Il percorso espositivo – coloratissimo e di grande impatto grazie al dialogo con i colori delle opere e ai giochi di tono delle resine, donate al MuSa dallo sponsor Gobbetto, utilizzate per dipingere letteralmente gli ambienti espositivi – è diviso in otto sezioni: “Ora et labora”  dove si affronta la relazione tra lavoro e preghiera; “Il volto santo”, la sezione dedicata ai ritratti e alla nuova estetica;  “Paradisi perduti” per ricordare il ruolo del paesaggio italiano nella vita e nell’anima di tutti noi;  “Sacri riti” nella quale la pratica rituale mette in relazione la sacralità dei rituali comuni come lo sport e il gioco con la solennità dei credo religiosi; “Scenografie urbane” in cui protagoniste sono le nuove architetture di forme e di ambienti dipinti e costruiti con una teatralità che rivela un nuovo concetto di spazio; “Presagi” dove si avverte un nuovo sentimento di preavviso sul determinarsi di eventi futuri, sul loro esito e sulle loro conseguenze; “Natura viva” rivede, invece, il concetto di natura morta e ogni oggetto dipinto diventa presenza viva; e infine “Guardami” un susseguirsi di figure femminili, dipinte, scolpite, sofferte, sognate accompagna verso la fine di un percorso estetico che culmina nella ricerca di una bellezza interiore.
     
    Nell’ultima sezione espositiva, il MuSa, in collaborazione con la Civica Raccolta del Disegno di Salò, mette in mostra una prestigiosa selezione di opere dello stesso ambiente degli artisti in mostra, a cura di Marcello Riccioni. I disegni esposti donano al visitatore una visione intima e naturale dell’artista, svelando quel sentimento di ricerca e spontaneità che spesso si disperde nella complessità dell’opera d’arte finita.
     
    ORARI MOSTRA
    APERTO tutti i giorni dal lunedì alla domenica
    Dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (nei mesi di aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre)
    Dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (nei mesi giugno, luglio, agosto e settembre)
    La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)






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  • Dove si svolge?

  • Informazioni utili

    Luogo: MUSA - Museo di Salò, Salò

    Curatore: Giovanni Lettini, Stefano Morelli, Sara Pallavicini

    Indirizzo: Via Brunati, 9, 25087 Salò BS, Italia

  • Prezzo

    intero € 14, ridotto € 11 studenti universitari (con regolare tesserino), over 65 anni (esibendo carta d’identità), cittadini salodiani residenti (esibendo carta d’identità), dai 7 ai 18 anni € 7, gratuito isabili, minori fino ai 6 anni non compiuti, tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, possessori coupon omaggio, giornalisti con tesserino ODG: (per servizio e preventivamente accreditati all'ufficio stampa)

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