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    Misteri e segreti che non conosci sulla Gioconda  

    Misteri e segreti che non conosci sulla Gioconda

    Si tratta di uno dei quadri più famosi e affascinanti di tutti i tempi: parliamo della Gioconda di Leonardo da Vinci.

    Dipinto tra il 1503 e il 1513, ha suscitato da sempre grande curiosità circa il soggetto rappresentato e il suo emblematico sorriso, tanto dar vita a teorie e interpretazioni a volte davvero bizzarre.

    Certo è che la Gioconda, meglio nota come Monna Lisa, è intrisa di un velo di mistero, a partire già dall’identificazione del soggetto rappresentato che secondo il Vasari rappresenterebbe la moglie di un ricco setaiolo fiorentino, ovvero Lisa Gherardini, mentre secondo altri studiosi, la donna rappresentata altri non è che lo stesso Leonardo, ma sotto sembianze femminili.

    Del resto, si sa che Leonardo era incline a prendere in giro i committenti dei dipinti, inserendo a volte messaggi criptici all’interno dei suoi dipinti.

    Tuttavia, alcuni di questi segreti che circondano la Gioconda, in realtà sono stati svelati: in particolare si possono distinguere 9 misteri svelati che in molti però ancora ignorano.

    Il sorriso

    Il sorriso, vero protagonista del dipinto, sembra far cambiare l’umore di Monna Lisa a seconda dell’angolazione con la quale si osserva il dipinto: una volta sembra malinconica, una volta ironica, un’altra ancora enigmatica. Per ottenere questo effetto, Leonardo ha utilizzato la tecnica dello sfumato, grazie alla quale alcune parti vengono lasciate indefinite: in questo caso sono gli angoli degli occhi e della bocca.

    Anche la forma del viso presenta contorni non delineati, quasi come se la figura svanisse nell’ombra. La figura diventa così “viva”: appare immobile, ma quasi pronta a muoversi.

    Il senso del movimento è dato proprio dall’asimmetria delle due metà del quadro: l’orizzonte è più basso a destra che a sinistra, per questo la figura appare più alta di quello che è.

    La luminosità della pelle è data da strati di biacca al di sotto del colore.

    Originariamente la Gioconda aveva le sopracciglia: probabilmente si sono danneggiate a causa di un restauro.

    Il dipinto è su pioppo tenero e non su tela come si crede.

    La crettatura presente sulla pittura è data da un fine strato di gesso duro preparatorio messo da Leonardo sulla tavola e sul quale poi avrebbe stese un colore di base.

    I paesaggi rappresentati all’interno del dipinto sembrano essere immaginati o visti dal cielo: si tratta di un’altra tecnica ideata da Leonardo che prende il nome di prospettiva aerea.

    Il ponte romanico raffigurato, che ancora oggi è funzionante, sembrerebbe essere quello di Buriano, nel Valdarno vicino ad Arezzo.

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